Alice Cometti ha guidato il Comitato organizzatore dei Campionati Nazionali Universitari primaverili Piemonte Orientale 2026. Al giro di boa il riscontro è positivo. Tra risultati, operativi, tecnici e strutturali, brilla l’attenzione alle delegazioni
di Mario Frongia
Dietro il sorriso, incoraggiante e sincero, la tempra di chi sa battagliare e non ha nel vocabolario la parola resa. Alice Cometti e i Cnu. Sfida, passione, esperienza e cuore per condurre in porto una nave carica di adrenalina, emozioni e quel pizzico di leggera incoscienza che accompagna le nuove generazioni. Tra piccole e grandi trovate innovative, con la certezza di poter pescare in un bagaglio esperenziale maturato su e giù per l’Italia. Spadista, nazionale under 20, debutto da atleta a Catania (“Sarà una ventina di anni fa!”), presidente e fondatrice del CUS Piemonte Orientale, al secondo mandato nel Consiglio FederCusi. Un palmares ricco di situazioni, luoghi, persone. Da tradurre rapidamente in buone pratiche. Con la consapevolezza che al meglio non ci sia limite. “Cosa mi chiederò tra dieci giorni? In realtà lo sto già facendo, a Campionati conclusi il mio chiodo fisso sarà su cosa avremmo potuto fare di più e meglio” dice d’un fiato. Il colloquio, uno stan up nella saletta antistante l’avveniristica biblioteca dell’ateneo di Novara, è di giovedì 28 maggio. Le 10 sono trascorse da pochi minuti.
Alice, i Cnu sono al rush finale. Da dove parte per riannodare il filo?
Tre mesi fa eravamo allo start, motivati, determinati e sul pezzo. Abbiamo costruito le prime interlocuzioni con il rettore, Menico Rizzi, e le altre istituzioni. Ci siamo concentrati nell’individuare le venue, per poi portarci avanti nella scelta delle sedi delle manifestazioni sportive.
Qual è era il bersaglio in cima alla lista?
Il cuore del campionato sono le gare. Ci chiedevamo se si sarebbe percepito che tutto fosse stato organizzato bene. Ma, ripeto, il focus è andato sui campi gara e sulle attività sportive
C’è stato un passaggio che vi ha preoccupato?
Nei quindici giorni prima dell’inizio dei Cnu, si è avvertito qualche momento di difficoltà. Ma l’abbiamo superato rafforzando concentrazione e disponibilità. Ci siamo resi conto, mentre si montavano gli allestimenti e si cominciava a respirare l’aria dei Campionati, che non sarebbe stata una passeggiata. Ci chiedevamo se ce l’avessimo fatta. Ma ce la stiamo facendo e ce la faremo.
Quanto le è servita l’esperienza da atleta prima e da dirigente poi?
Mi ha aiutato parecchio nel capire gli atleti, sia dal loro punto di vista, sia per le esigenze. Ma anche per gli aspetti organizzativi, per quel che si poteva copiare e riprodurre quel che si è visto altrove, migliorando la qualità delle performance, logistiche, sportive e tecniche.
Quali sono state le innovazioni?
Le abbiamo introdotte pensando agli atleti e ci siamo dedicati all’adeguamento delle loro principali richieste. Ad esempio, abbiamo ridotto i giorni di gara per la scherma e cercato di facilitare le fasi di accreditamento in campo gara, un aspetto su cui abbiamo puntato con decisione, che ho seguito in prima persona. Ma non è tutto.
Prego.
Per i Cnu Piemonte orientale 2026 la novità è stata il passaggio della fiaccola nelle tre sedi, Novara, Vercelli e Alessandria. Ci è sembrato giusto far capire e dedicare al territorio e alle istituzioni, lo spirito dei giochi, la visibilità, l’animo sportivo universitario includente e sempre positivo.
Avete seguito il solco della Dual career?
Sì. Abbiamo deciso di entrare nel merito della premialità: le medaglie d’oro ricevono un premio in più.
Come vi siete mossi?
Ci siamo appoggiati alla piattaforma carriera.it e abbiamo pensato di concretizzare il percorso che rappresenta la Doppia carriera. Il nostro è un intervento per quanti hanno vinto l’oro. Un piccolo ma significativo segnale di affiancamento anche nel percorso di studio.
Qual è stato il ruolo di FederCusi?
Ho sentito molto la vicinanza del presidente, dei colleghi consiglieri e degli staff. Specie sui campi gara, vera anima dei Cnu, avere al fianco delle persone che ti aiutano a organizzare e gestire la parte sportiva, rimane uno dei passaggi chiave dei giochi. Inoltre, devo rimarcare ancora che la famiglia FederCusi è stata decisiva. Da quindici anni ne faccio parte con orgoglio e gratitudine.
Cosa pensa di poter mettere in cornice di questa esperienza?
Con il comitato organizzatore, lo staff e i collaboratori ci metteremo seduti per ragionare sulla redazione di un Protocollo che racconti, spieghi e illustri, da tutti i punti di vista, cosa significhi organizzare i Cnu. Uno strumento che manca e che aiuterebbe ancora di più i Cus organizzatori dei Campionati. In questa direzione sono certa ci sia da fare. Con il Protocollo proveremo a portarci avanti.
Alice, come si immagina tra venti giorni?
Senza frenesie, intoppi, richieste e tempistiche adrenaliniche da soddisfare. A Campionati conclusi mi godrò quel che abbiamo fatto. Riandrò indietro nel visualizzare un po’ tutto. Pur con tante difficoltà, ci siamo riusciti comunque.


