Giornalista dall’animo cussino, lascia un immenso patrimonio manageriale e professionale sportivo e culturale. Avrebbe compiuto novant’anni a dicembre. Il cordoglio di Antonio Dima e di FederCUSI
di Mario Frongia
Il tono della voce, composta e ferma, ne descriveva l’animo. Un animo forte, ricco di attenzione e acume. Sportivo e gestionale. Ruggero Cornini sapeva di gare, risultati, sfide, obiettivi e ambizioni. Da cronista e da manager, da sempre vicino ai percorsi del CUSI e dei suoi maestri. Da Ignazio Lojacono a Leonardo Coiana, decenni di Sport Universitario. Un’Italia diversa e in cerca di una propria identità. Utile a lenire le ferite e i drammi della guerra. Foto in bianco e nero, emozioni a colori. Decenni di storie, donne e uomini, luoghi e manifestazioni con un dna: il futuro del Paese che studia, si forma, fa sport. Il CUSI, dunque. Il CUSI e Ruggero. Direttore e organizzatore. Capace di interpretare indicazioni, politiche e sinergie dettate dalla presidenza e dai vertici delle attività sportive curate dai CUS. Professionista scrupoloso, attento nel fare squadra e nel cercare gli aspetti meno noti da narrare. Con spirito critico costruttivo, griffato da una penna delicata e concreta, Ruggero ci ha lasciato. Era del 1936, avrebbe compiuto novant’anni il prossimo 11 dicembre. La storia dirigenziale è ricca di incarichi, idee, energie. Al CUSI fa parte del Comitato centrale e del Consiglio federale nazionale. Un percorso che si apre nei primi anni Sessanta. La collaborazione si infittisce nel tempo. E di pari passo cresce la leadership all’Università di Parma, ateneo nel quale ha rappresentato il CUSI.
Visione e mestiere si stringono felicemente con la fondazione e la direzione della rivista Sport Universitario. L’avvio risale al 1969. Con la testata trimestrale che ha raccontato puntualmente la politica dello sport accademico italiano, i Campionati nazionali universitari, le brillanti spedizioni azzurre alle Universiadi. Gli oltre quarant’anni rappresentano un raro esempio di straordinaria continuità nel giornalismo sportivo e istituzionale italiano. Ruggero Cornini nel corso della direzione del periodico ufficiale del CUSI, ha trasformato le pagine da bollettino informativo a rivista di approfondimento culturale, politico e tecnico sul mondo accademico. Longevità giornalistica ma anche una funzionale operatività che viaggia da Parma, sede di registrazione in Tribunale della testata, a Roma, nella storica sede di via Brofferio. Anni di crescita e sviluppo. Con alcune scelte chiave. Tra queste, il posizionamento redazionale della macchina operativa e produttiva in via Bernini a Parma. Stampa e grafica in ambito locale. Ovvero, un proficuo legame con il territorio. Ruggero si circonda di professionisti apprezzati. Da Pier Paolo Mendogni a Giorgio Gandolfi, Redento Mori sino al fotografo Romano Rosati. Con un’impostazione culturale e generalistica, Sport universitario ha bruciato le tappe. Anche grazie firme illustri e collaborazioni esterne, da Giampaolo Ormezzano a Ezio Lipott e Cesare Pesenti, ha raccontato il dibattito politico-sportivo nazionale con vista sugli atenei. Risultati, campionati ed eventi. Ma anche strutture e impianti, riforme della scuola e dell’università. Senza scordare il focus sul legame profondo tra sport, letteratura e società. Sport Universitario ha avuto una tiratura iniziale di cinquemila copie ed è stata inviata gratuitamente dal CUSI a vertici governativi, rettori, docenti delle università, dirigenti del CONI, giornalisti e atleti di punta. In sostanza, ha preso forma quel che è stato definito pensatoio dello sport accademico italiano.
Ma Ruggero Cornini ha avuto scenari più ampi. A partire dall’impegno all’Università di Parma. Sulle orme dei fondatori, nel 1946, ha costruito una storia ricca di tradizione e successi. In campo, pista e pedana. Gli allori del CUS Parma lievitano. La storia ricorda alla guida del Centro sportivo universitario parmigiano, Enzo Sforni, Enrico Bordi, Artemio Carra, Gianfranco Beltrami, Rossano Rinaldi, Matteo de Sensi, Michele Ventura e l’attuale presidente, Iacopo Tadonio. Con loro ci sarà anche la presidenza Cornini. Con la sua solida pacatezza, condita da intuizioni professionali, vicine alle esigenze delle studentesse e degli studenti, degli ideali e dei valori comuni alla vita sportiva universitaria. E anche questo è stato uno squarcio di eccellente padronanza umana e professionale. Ruggero, ti sia lieve la terra.


