CNU Primaverili 2026 – Diario di bordo
A cura di Mario Frongia
Happy birthday. Goliardia, auguri, brindisi. A La Bussola, uno dei diversi alberghi che ospitano il pianeta universitario, ci si ricorda di quando gli studenti eravamo noi. Sollevano i calici i rugbisti del CUS Parma, le cestiste del CUS Lecce, i pallavolisti del CUS Milano. Dirigenti, tecnici, medici e accompagnatori osservano, a metà tra il rapito e una sana considerazione: godetevi tutto finché potete.
Coldplay e anche altro. Nella hall troneggia un pianoforte. Passa un gruppo di atleti. A seguire, altri reduci da battaglie su sterrati e parquet. Sudati, stanchi, orgogliosi di esserci. Dal gruppo, ciabatte e short e canotta stroppicciata, si stacca un ragazzo. Poggia le dita sulla tastiera. Partono gli accordi di “Clocks”. Applausi.
L’Italia che funziona. Novara, Vercelli e Alessandria: la casa dello sport universitario. Per dieci giorni di rincorse, sfide, sacrifici. Per tutti un nuovo grande e piccolo traguardo. Con un plauso agli organizzatori. Dal divano è sempre semplice fare meglio. Ma qui, pur con 35° mai così anomali, hanno fatto bene. Con in mente innanzitutto le atlete e gli atleti
Dal Broletto al podio. Oltre tremila partecipanti con il badge di una cinquantina di CUS. Il CUSPO al timone sotto l’egida di FederCUSI. Le discipline? Quattordici, da atletica, calcio a 5 e a 11, judo, karate, lotta, basket, volley, rugby a 7, scherma, taekwondo, tennis, tennistavolo e tiro a volo. La news? Il debutto degli scacchi, aperto anche a docenti e personale tecnico e amministrativo.
Piemonte orientale, caput mundi. Il Pala Verdi, il Villaggio azzurro di Novarello, il tiro a volo delle Alpi a Cigliano. I CNU uniscono e riscoprono l’Italia. Numeri importanti, tenuto conto del periodo tra esami, lauree, dottorati e corsi di perfezionamento da ultimare. Il mondo sportivo universitario chiede e cerca il confronto, riflette, trasporta usi e abitudini. Una festa nella festa.
Il tricolore FederCusi. Da venerdì 22 maggio, cerimonia inaugurale e party musicale, con danze e intrattenimento in piazza, a domenica 31. Dieci giorni di sfide e competizioni. In chiusura, finali taekwondo e karate. Dal Campo rugby di via della Pace al Pala Piacco, che ospita quindici finali. La scherma tira al Pala Pregnolato, passanti e volée viaggiano al Circolo tennis Pro Vercelli, atletica all’Andrea Gorla, calcio a 5 al Pala dal lago, volley tra Scuola Perretti e Igor Gorgonzola. Un mosaico di luoghi e tradizioni. Tutte con il brand FederCusi.
Una bella compagnia. Quel filo verde che lega pallavolisti e calciatori, dalla Sicilia al Friuli. Tutti assieme. Sparsi tra Novara, vercelli e Alessandria. Uomini e donne che a breve avranno in mano le chiavi del Paese. I Campionati Nazionali Universitari, prisma di un’Italia giovane, forte, istruita. In campo, pista e pedana per una vittoria da cogliere dando sempre il massimo. Poi, applausi convinti anche ai secondi e a chi arriva nell’ordine. Dietro, c’è sempre tanto lavoro.
Primavera novarese. La bolla di caldo che avvolge l’Italia del nord, per non parlare del resto della penisola, a Novara e dintorni non fa sconti. Termometro sopra i 30, umido, una luce intensa dalle 6 alle 20. Il bello della diretta dello sport. Ma anche di condizioni meteo che sono ballerini, di un desiderio di comunità, quella universitaria, che non conosce sfide difficili. Lo sono sempre tutte.





